Un viaggio fantastico nel mondo delle parole, del senso, del non-senso. Un viaggio nell’invenzione del linguaggio, del suono, del segno, un continuo esperimento.
NUOVA PRODUZIONE
I maschi sono più vivaci delle femmine, le bambine piangono più facilmente, ai maschi piace smontare e rimontare i giocattoli, le femmine sono più affettuose, i maschi più aggressivi, la danza è femminile, il calcio è maschile, le femmine sono più sensibili, i maschi più intraprendenti… e potremmo continuare all’infinito.
Una storia contemporanea che trabocca di voglie di crescere, di ansie materne, di diari evanescenti, di pericoli e vetrine virtuali che finiscono per manifestarsi nella quotidianità.
I segni di tanta follia resteranno impressi per sempre nei loro corpi e nei loro cuori, ma anche in mezzo a tanta disperazione troveranno rifugio e forza nell’amicizia e nel gioco, uniche essenze per sentirsi ancora vivi e ancora bambini.
Gioca col suo corpo, con lo spazio, con la musica, con le parole e… con un mondo rotondo, un mondo senza spigoli, un mondo fatto di sogni, serenità e qualche paura: Chiara gioca con la sua fantasia e con la genuinità dell’animo infantile. Chiara s’innamora della palla. Palle grandi, piccole, colorate.
Mammatrigna è un viaggio nel mondo delle mamme, nei loro comportamenti, una sorta di inventario , tra il reale e il fantastico, dei possibili modi in cui si può diventare una mamma e dei diversi modi, poi, di esserlo. Un animato “catalogo di mamme” alle prese con un altrettanto animato “catalogo di bambini e bambine” , una scanzonata galleria di ritratti teneri e graffianti, ironici e malinconici, dove ogni bambino potrà riconoscere un pezzetto di sé e un pezzetto della propria mamma.
Uno spettacolo con lo scopo di stimolare l’immaginazione dei piccoli spettatori ma anche dei grandi perché più ci si allontana dalle gabbie didattiche del teatro infantile, più l’età diviene un riferimento modellabile non più divisibile in rigide categorie.
Sette note in Fuga è nato dal desiderio di parlare ai bambini di musica attraverso il teatro. L’incontro fra questi due linguaggi non costituisce certo una novità, ma l’intento era, non tanto quello di dar vita ad un gioco alla pari in cui competenze teatrali e musicali semplicemente si amalgamassero quanto piuttosto mettere le prime al servizio delle seconde in nome di una storia da raccontare evitando il rischio, tutto didattico e/o semplicistico di metter in scena una lezione di musica.